(L)Ode alla metropolitana

(di Isabella Gavazzi)

Sotto i nostri piedi
Passi silenziosa,
attraversi la citta
portando pendolari,
bambini,
vecchi,
giovani,
turisti,
disoccupati

Insomma:
Porti tutti quelli che entrano.

Sali
Scendi
Spostati
Siediti
Alzati
Prego
Mi scusi
Si figuri
Insulti

Rumori
Tanti rumori
A volte troppi rumori
Metti le cuffie
Le cuffie non bastano
Rispondi al telefono
Urli
Sguardi perplessi dei vicini
Cade la linea
Speriamo non si sia fatta male.

La gente
Una marea di gente
Ci si potrebbe fare uno studio sociologico.
Personaggi caratteristici:
anziana a cui devi lasciare il posto
anziana che si offende se le lasci il posto
Anziano bilioso
Anziano cordiale che vuole parlare con qualcuno che respiri
Madre con quattro figli che piangono
Turisti che sbagliano la fermata
Fattorini con bici annessa
Coppia di innamorati
Coppia di innamorati spudorati
Signora di mezza età che inveisce contro i sopra riportati
Gruppo di giovani ubriachi
Tu che leggi ora
Mendicanti.

Questi ultimi divisi in:
con cane
senza cane
senza arti
con bambini
con strumenti.

Il tempo passato su di te pare infinito:
Devi fare due fermate
E ti trovi nel nulla,
fermo,
senza aria
e pure in ritardo.

Sei convinto che sia il mezzo più veloce
Ma capita uno sciopero.
Così scopri che Missori e Duomo
Distano meno di 200 metri.

Sempre a criticarti:
sei sporca
sei piccola
sei in ritardo
sei calda
sei fredda
ma poi tutti ti usano.

Grazie metro
Grazie per aver temprato i miei timpani
Grazie per aver rinforzato il mio sistema immunitario
Grazie per avermi reso paziente
Grazie per aver ispirato questo breve componimento,
che di sicuro non ti rende il giusto merito.

Grazie Roma…
Pardon, Grazie metro.

(L)Ode alla metropolitana.

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