Ho presentato il libro a Belpasso, nel mio paese, da dove sono partita, da dove è cominciato tutto. La libreria Motta ha colto l’invito, ha detto di si e ha organizzato l’incontro. L’evento è stato inserito tra le manifestazioni dell’estate Belpassese. La location scelta è bellissima il cortile “Russo Giusti” una corte profumata di gelsomini custodita dentro gioiello di architettura etnea. E’ una sera dolce, le maniche lunghe del bel vestito che ho indossato sono giuste per il clima settembrino. Sono emozionata e ho voglia di scappare. Le mie sorelle sono emozionate anche loro e molto coinvolte. Si vestono e si truccano con cura, le mie nipoti e i miei bisnipoti sono una piccola corte affettuosa e vociante. I partecipanti arrivano alla spicciolata, facce che non vedevo da decenni, facce che ho coltivato dentro il cuore. C’è tanto, ci sono tutti, scampoli di giovinezza, arie paesane, amicizie di contiguità. Apre la presentazione un giovanissimo presidente del Consiglio Comunale, mi ringrazia per la presenza coccola la mia belpassesità. Il giornalista che mi intervista ha l’aria mite di chi conosce i sentimenti, mi accarezza con le sue domande. È curioso e partecipe. Lui vuole sapere. La platea vuole sapere. Ascoltano senza quasi respirare, della mia malattia, della mia guargione, del mio amore e dei miei ricordi. Mia nipote legge due brani del libro con la voce commossa, sento il suo cuore battere mentre legge. Le mie sorelle piangono e applaudiscono ad ogni risposta. Ed è tutto morbido, circolare. La fine della presentazione sono baci e abbracci. “Ti ricordi chi sono io?”



























il giornalista che farà da presentatore all’INT, lui ha scritto tanto ed è un autore del Gattaccio, abbiamo parlato seduti al tavolo di Giacomo il bar sotto il mio ufficio. Sono sempre imbarazzata, mi vergogno in questa nuova veste di “intervistata”. E’ un pudore antico quello che mi fa tremare interiormente, mentre racconto le mie parole, e spiego la mia vita. Ma Lello ha capito il mio stato d’animo, mi ha raccontato di se, dei suoi libri e tra una cosa e l’altra ci ha infilato delle domande. Alla fine dell’Incontro ci piacevamo già. Per l’evento all’Istituto abbiamo preparato una locandina, è venuta molto bene. E’ proprio bella. Oggi Diletta e Isabel sono andate in via Venezian, sede dell’Istituto, hanno controllato che tutto fosse a posto, e hanno attaccato la locandina alle bacheche, una per ogni piano. Tutti speriamo che venga tante gente.











