Dieci consigli per scrivere per ragazzi

1 - C ragazzi - Copertina-ebook

Pagine: 125
Prezzo download e-book:
4,20 euro
Collana: Dieci consigli
Formato: e-book
ISBN: 978-88-98914-64-7

Scrivere è un’arte: sicuramente ispirazione, creatività, e anche un pizzico di “follia” rappresentano una marcia in più per ogni artista, e soprattutto per uno scrittore per ragazzi. Dopotutto, ogni artista è un po’ bambino, e ogni bambino è un po’ artista.
Tuttavia queste doti da sole non sono sufficienti: la scrittura è anche artigianato; studio e pratica permettono di acquisire una certa abilità, così come la conoscenza dei “ferri del mestiere” dello scrittore. Non dimentichiamo che Picasso era un maestro della geometria e della pittura “classica” e per questo riuscì a stravolgerne le regole con cognizione di causa, realizzando capolavori che hanno fatto un pezzo di storia dell’arte.
Questi, secondo noi autrici, sono i dieci strumenti più utili nella nostra “cassetta degli attrezzi”. (Livia Rocchi – Chiara Valentina Segrè)

Estratto

Quindi, se volete davvero fare letteratura:

Non siate accomodanti nei confronti degli adulti (genitori e insegnanti)

Non siate educativi

Non aspettatevi guadagni del livello di J.K. Rowling

[…]

Non siate sciatti
Una citazione attribuita a Dino Buzzati afferma: “Scrivere per ragazzi è come scrivere per gli adulti, solo più difficile”. Se vi chiedete perché, potreste trovare una risposta nella frase di George Sand che ammonisce: “La semplicità è la cosa più difficile da ottenere a questo mondo; è l’estremo limite dell’esperienza e l’ultimo sforzo del genio”.

Cosa vuol dire? Che spesso quando si scrive per lettori giovanissimi e quindi non ancora in possesso di quel bagaglio di vocaboli, strutture linguistiche, esperienze e conoscenze che aiutano il lettore esperto a decifrare un testo complesso, si tende a confondere la semplicità con la banalizzazione o ancora peggio con la sciatteria, sia a livello stilistico che a livello concettuale. È una diretta conseguenza del luogo comune che scrivere per bambini sia facile perché “sono piccoli”, “non capiscono” e quindi sono “meno esigenti”.

Prima che venisse riconosciuta l’esistenza di una vera e propria letteratura per l’infanzia, e che quindi si iniziasse a elaborare opere col preciso intento di farle leggere ai bambini, i più giovani, almeno quelli appartenenti alle famiglie in grado di assicurare loro un’istruzione, leggevano i grandi poemi epici (Iliade, Eneide, Odissea…), la Legenda aurea di Jacopo da Varazze, Vite parallele di Plutarco. Queste opere sono caleidoscopici contenitori di storie avvincenti, ma non sono certo scritte nel linguaggio più semplice e immediato, fosse anche per un ragazzino vissuto nell’800.

Questo non è per dire che la scrittura per ragazzi oggi debba rifarsi allo stile delle più grandi opere del passato, ma per mostrare come le capacità dei più piccoli di lasciarsi catturare dalla complessità e dalla bellezza siano spesso pericolosamente sottovalutate, col risultato di propinare ai più piccoli testi edulcorati, semplificati e banalizzati a livello stilistico, linguistico e contenutistico.

Evitate di cadere in questa trappola. Non pensate ai vostri lettori come a una fragile Beth March che rischierebbe di soccombere se sottoposta al crudele sforzo di aprire un pesantissimo vocabolario.

Pensate piuttosto a loro come alla temeraria e fortissima Jo, bramosa di arrampicarsi sugli alberi, pattinare su laghi ghiacciati in cui si rischia di scivolare, pronta a farsi valere contro la zia bisbetica ma anche a farsi consigliare dalla madre saggia.

Come scrive Anselmo Roveda nella sua prefazione al già citato Per una letteratura senza aggettivi, scrivere per bambini significa “…raccontare buone storie in buona lingua”. La buona lingua è quella in grado di servirsi di tutti i complementi disponibili nella sintassi italiana, non solo il complemento di luogo, di tempo e oggetto. La buona lingua è quella che sa servirsi di perifrasi intelligenti e dei sinonimi per evitare ripetizioni (a meno che non siano volute per dare ritmo al testo), solo per illustrare due esempi su tanti.

Livia Rocchi

Inizia a scrivere nel 2004 pubblicando decine di racconti ispirati al teatro. Nel 2005 diventa curatrice della rubrica “Realtà e Teatro” per il mensile “Confessioni Donna” con cui ha collaborato fino al 2009. Dal 2010 è tra le autrici del progetto Geostilton (De Agostini – Piemme) e collabora a varie antologie per Edizioni La Gru (Code di stampa), Matilda (Chiamarlo amore non si può) e Sinnos (Centrifuga). Nel 2012 inizia a scrivere la serie di romanzi per giovanissime The Talent Angels per Camelozampa, per cui ha pubblicato anche il romanzo breve Luna park sul tema della violenza. Ha pubblicato su varie riviste (tra cui Focus Pico di Mondadori Scienza) racconti per ragazzi, filastrocche, ed è autrice di libri didattici per l’editore Onda, oltre che di albi illustrati, tra cui Bimbalabin (La Margherita) e Farfallaria (Camelozampa). Lavora come editor freelance e ha collaborato in particolare ad alcuni progetti della casa editrice Camelozampa tra cui La metafisica di Harry Potter, Potterologia – Dieci assaggi + 1 dell’universo di J.K. Rowling (di cui è anche la voce narrante) e Hobbitologia. Conduce laboratori di Scrittura creativa sia per ragazzi che per adulti.

Chiara Valentina Segrè

Nata a Milano, dove vive, nel 1982.

Biologa e divulgatrice scientifica, attualmente Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Veronesi, Chiara è autrice per bambini e ragazzi dal 2010.

Da allora ha pubblicato una ventina di libri tra albi illustrati, racconti e romanzi, diversi dei quali tradotti in USA, Canada, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Taiwan. Il suo albo Lola e io è stato inserito nella selezione internazionale IBBY 2015, mentre Oscar il gatto custode ha vinto nel 2016 il Premio Giacomo Giulitto e una menzione speciale al Premio Cento. È vicepresidente di ICWA (Italian Children’s Writers Association).

Tra le sue passioni, oltre alla scienza e alla letteratura per ragazzi, ci sono i viaggi, i fuochi d’artificio e la crostata di mirtilli. E ovviamente, i suoi bambini Nicolò e Samuele.