Questo è quanto

Qeq - COPERTINA per sito2

Pagine: 180
Prezzo di copertina:
15,00 euro
Collana: Le donne
Formato: brossura
Dimensioni: A5 (15×21)
ISBN: 978-88-98914-54-8

(in uscita il 15 settembre 2017)

Capita di rado di imbattersi in pagine di rara schiettezza.

Duška Kovačević, scrittrice croata con alle spalle diverse pubblicazioni spesso trasfigurate anche in reading scenici, si cimenta qui con una prova tanto ardua quanto riuscita: narrare il quotidiano vivere, i suoi dolori, le sue complesse relazioni.
Persone, conversazioni, strade, musei, stanze, riflessioni sul senso del fare che si traducono in quesiti sul senso stesso dell’esistere.

La protagonista attraversa tutto questo mentre prova nel frattempo a scriverlo. Intorno a lei un mondo alienato, una vera e propria campana di vetro che la schiaccia sotto il peso del suo ordine apparente. L’alternativa sarà abbandonarsi a se stessa.
“Arte resuscita sempre”, si legge tra le prime righe del libro. L’impressione è quella – e per tutto il libro – con energia e chirurgico sguardo.

Un’attenta e impietosa analisi di se stessa, delle scelte degli ultimi tempi e di quelle lontane. Un dialogo-monologo cinico, sfacciato con chi è entrato nella privata esistenza per manipolare, approfittarsi, ingannare… un viaggio all’indietro fino alle oscure esperienze dell’infanzia. La ricerca paziente di quanti dei cocci possono essere rimessi insieme. Che – inaspettatamente – sono più di quelli che ci si poteva attendere.

Estratto

Dovessero arrivare tutte le persone che ho invitato ci vorrebbero tre spazi come quello e tutti e tre sarebbero pieni. Però, a me basta e allo spazio anche: che sia pieno una volta sola. Quella volta là, per ora. Pieno di gente, di intensità, bellezza. Pieno di poesia, e come altrimenti?

Accorrete, gente, per dar vita allo spazio e a me, più vita di quanta già non ce ne sia. Garantisco che ve ne andrete soddisfatti. Lo garantisco io, personalmente, sotto la mia piena responsabilità. Perché sarà sicuramente bello.

Il mio è un viaggio partito da lontano, da molto lontano; è un treno che viaggia da tempo, e ora arriva e un po’ si ferma con voi, per raccontare vicissitudini, emozioni, paure. È un viaggio dentro e fuori di me, e sarò in buona compagnia. Può funzionare, può nascere la magia. Per tutti coloro che ci saranno, la magia ci sarà. È strano credere nella magia prima che essa si avveri? La magia succede solo a chi crede in lei.

Io scelgo di credere che lo spazio si riempirà, e di persone giuste. Oltre all’invito alle persone che tutte insieme potrebbero appunto riempire tre spazi analoghi, questo è un invito ancor più intimo per tutti coloro che è dovuto siano lì in quello spazio a disposizione, proprio quella sera per cogliere gli spunti di un viaggio. Per coglierne dei doni. Ne porto, lo so. Il viaggio mi ha provata, temprata, magari stancata, ma anche gratificata e formata e farà tanto con voi: vi gratificherà.

Qui non c’è “soddisfatti o rimborsati”, e neanche deve esserci. Qui ci si ferma sulla prima opzione. E poi si va oltre e dentro e intorno a tante altre parole.
Bellezza è qualcosa che stimo, che porto, che creo, che cerco, che vivo.
Bellezza è invitare e ricevere.
Bellezza è dare agli invitati. Bellezza è regalare. Siate con me.

[…]

Eccoti, strega, ci sei anche tu tra i ricordi!
E come potresti non esserci visto che ti ho portato, in un sacchettino di carta velina, i pezzi del mio cuore e dei miei sogni più intimi e te li sei sgranocchiati come delle noccioline, buttando via il resto una volta sazia.

Ricordo che quando ti ho rivista – brutta befana! –  non avevi avuto il tempo per salutarmi.

Perché tu, sì, sei una persona importante, una regista, un’attrice, stai a fianco del sindaco in tutte le foto delle iniziative culturali. E tienitele, quelle foto, tienitele strette, magari te le sfoglierai un giorno, quando farai un altro bagno.

Ricordi il bagno che dovevi fare mentre io ti pregavo di un po’ del tuo tempo per leggere il mio scritto? E sei stata tu ad avermi dato l’appuntamento, a casa tua; ma poi dovevi fare il bagno, e mi hai dato un altro appuntamento. Poi l’hai posticipato. Poi hai detto che mi avresti fatto sapere. Poi non rispondevi più. Poi ti ho rivista e non mi hai riconosciuta.

Il numero delle tue foto accanto al sindaco era cresciuto. No, non sto alludendo a nessuna liason tra voi due, altri sono stati i tuoi percorsi; ma questo fondamentalmente non mi compete… l’attesa che mi hai fatto vivere invece sì, i sogni che mi hai fatto sognare per poi portarmeli via invece sì, il tempo che ho perso fidandomi del tuo colpo di curiosità, stile gemelli stato elementare, invece sì, eccome.

E quindi eccomi, a sputarti in faccia così, in stile libero, senza nomi, tanto mi basta e tanto dovrebbe bastarti: poiché le foto accanto al sindaco si diraderanno, come pure i tuoi capelli, come pure le tue firme su tutti i progetti per i quali sgobbano gli altri. Tutto si esaurisce, prima o poi.

Duška Kovačević

Autrice, poeta, attrice e performer. È di origine croato-bosniaca. Ha pubblicato il romanzo “L’orecchino di Zora” (Eks&tra, 2007) e le raccolte poetiche “Un seme di luce” (Lietocolle, 2012), “Rossooroblu” (Montag, 2016) e “Tu chiamaci perfetti sconosciuti se hai il coraggio” (Temperino rosso, 2017).”