C’era una volta

C'era una volta - COPERTINA

Per la zona di Reggio Calabria, è possibile acquistare il libro direttamente dall’autore, presente su Facebook.

Pagine: 145
Prezzo di copertina:
14,00 euro
Collana: Il nostro Maggio
Formato: brossura
Dimensioni: A5 (15×21)
ISBN: 978-88-98914-79-1

Dalla prefazione
di Vincenzo De Angelis

Un passato recente, già dimenticato. Ma, grazie a questo suo lavoro letterario, Totò Mauro ci fa rivivere uno spaccato della politica e dell’attivismo politico attraverso i partiti e le campagne elettorali, vissuti con il cuore e gli ideali. Dove i colori delle bandiere erano un simbolo di lotta per migliorare le condizioni dei lavoratori, all’insegna della democrazia e della libertà. Queste conquistate, anche col sangue dei nostri padri e dei nostri nonni, contro il fascismo.

Totò Mauro ci fa capire quanto fosse importante la conquista di un Comune – Bova Marina (RC) – per la compagine che andava ad amministrare. I vari sindaci e amministratori erano portatori di idee politiche e davano all’amministrazione comunale un indirizzo adeguato. I comizi dove, dal podio nelle piazze di ogni paese, gli oratori si susseguivano ed esprimevano le proprie idee alla piazza, colma di gente che applaudiva, all’inizio, durante e alla fine. Il comizio era preceduto da canzoni che inneggiavano all’idea dei partiti: da “Bianco fiore” della Democrazia Cristiana a “Bandiera rossa” e “L’internazionale” per socialisti e comunisti. Di solito gli schieramenti erano con socialisti e comunisti che vedevano come avversari la Democrazia Cristiana e gli altri partiti del centrodestra.

Totò Mauro ricorda inoltre importanti personaggi di Bova Marina tra i protagonisti della politica di allora, come il compianto Pasquino Crupi, Mimmo Candela, Leo Aureliano, Domenico Larizza e altri, che partecipavano e che attraverso lunghe riunioni e interminabili discussioni nelle sezioni con segretari e direttivi, alla ricerca di un accordo per il completamento della lista e del programma. In questo libro, Totò Mauro esprime un forte sentimento che appartiene a tutti noi, che in quegli anni abbiamo vissuto e partecipato alla vita politica attraverso i partiti… mettendo il cuore, credendo nel socialismo o nel comunismo; e rispettando chi si esprimeva con idee che non erano le nostre, purché rappresentassero la democrazia.

Estratto

In quegli anni (1968), l’evoluzione politica in Italia è stata forte. Il Partito Comunista, con l’avanzata elettorale del 1963, era in ascesa mentre la Democrazia Cristiana, anche se elettoralmente perdeva poco o niente, si indeboliva nella coalizione di governo poiché che i suoi alleati perdevano, continuamente voti fino a rasentare l’estinzione. Anche il Partito Socialista si indeboliva a causa della sua partecipazione al primo governo di centrosinistra: l’anno dopo, nel 1964, subiva una scissione e la parte di sinistra costituiva il PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria). Nel 1965 i socialisti avviano il processo per l’unificazione con il PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano), che si realizza il 30 ottobre del 1966 per poi finire già nel 1969, dopo una clamorosa sconfitta elettorale.

Di conseguenza, il governo di centrosinistra continuava a indebolirsi. I tempi per una possibile avanzata del Partito Comunista a diventare forza di governo del paese, erano sempre più maturi. Intanto, nel 1962, era stato eletto Presidente della Repubblica il democristiano onorevole Segni, con i voti decisivi dei fascisti.

Sulla scena internazionale, gli americani avevano iniziato i bombardamenti a tappeto con bombe al napalm su tutto il territorio nel nord del Vietnam.

Edoardo Zema aveva circa venti anni più di me, ma spesso si avvicinava a me e a tutti gli altri giovani della sinistra a discutere di politica; aveva una dialettica sciolta, convincente, penetrante. Dal punto di vista dell’oratoria, è stato forse il più grande dei tanti grandi oratori che la sinistra bovese avesse espresso.

Mi raccontarono che Edoardo, figlio di una numerosa famiglia, durante i momenti di acuta lotta nel paese, quando si doveva essere sempre vigili e le riunioni si protraevano fino alle due o le tre del mattino, rincasando trovava la porta chiusa, e di solito era anche digiuno. Allora ritornava indietro e dormiva sui banchi di legno della Camera del Lavoro.

Antonio Mauro

E’ nato e vive a Bova Marina (RC) il 3 maggio 1944.

Di famiglia proletaria, frequenta fin da ragazzo la Camera del Lavoro e si iscrive alla Federazione giovanile socialista. Dopo l’ingresso del PSI nel governo (1963), Mauro passa alla FGCI.

Nel frattempo emigra nel Nord Italia per lavoro; tornerà in Calabria molti anni dopo.
Dal 1973 al 1976 ha diretto la Camera del Lavoro della sua cittadina. Nel 1988 è stato eletto consigliere comunale, occupandosi soprattutto di ambiente.

In quegli anni inizia a scrivere, ed escono i libri Stidda, Ciccu Baccu e Non mi fai paura. Testi che – con una prosa asciutta ed efficace – narrano l’ambiente umano, le condizioni e le speranze che hanno animato nel dopoguerra il mondo contadino meridionale e le lotte operaie a Milano, che ha conosciuto per esperienza diretta.

Nel 2012 ha pubblicato il romanzo Distruggi questa gabbia e nel 2020 Dicono che qui s’incontra Dio, entrambi con le Edizioni del Gattaccio.