Brisa

Brisa - COPERTINA

Pagine: 263
Prezzo di copertina:
15,00 euro
Collana: Narrative
Formato: brossura
Dimensioni: A5 (15×21)
ISBN: 978-88-98914-31-9

Brisa non è sposata, sorride poco, ha un occhio di un colore e uno di un altro, una treccia lunga lunga, un accenno di baffi. Se passa la treccia su una foto vede il futuro di chi c’è nella foto. Come per quella delle nozze dell’amica Smamaréla: le raccomandò di tenere lontano suo marito dai fucili, ma lui non volle ascoltarla e morì in un incidente di caccia. Da allora Brisa non ha più voluto toccare le sue foto, come se avesse visto qualcos’altro che non vuole raccontare.
Neanche Grace Kelly sarà felice. L’ha visto in una foto.
Così dicono. Con Brisa non si sa mai. Con Brisa non si discute.
Siamo in un piccolo paese alle foci del Po, è il settembre del 1956. Per la festa patronale è arrivato il Luna Park, e ci sarà anche un concerto dei Cavedani di Gorino, gruppo del posto dove suonano anche Tunaia, fratello di Brisa, Primino e il Principe. Hanno un nuovo cantante, il surreale Eoppas, emulo e sosia di Elvis.
Di sera tardi sparisce Lucianino, figlio dodicenne di Smamaréla.
Sono in tanti al vecchio faro.
Primino  finisce in una buca da dove pare impossibile uscire.
Dimenticavamo: Brisa ama i fucili.

Estratto

La bottegaia Maria Pia Tomasello – detta Smamaréla – segue la routine di tutti i venerdì mattina. Il trasportatore ha scaricato le ultime ordinazioni del negozio e lei è lì a sballare profumi e detersivi da ore.

Ha trent’anni e una  faccia da madonna antica con capelli biondo cenere e occhi verdastri screziati di puntolini gialli. L’abbondanza di forme che aveva da ragazza si è sfinata da quando è rimasta vedova a tirar su da sola il figlio Lucianino, che adesso ha dodici anni e le somiglia come una goccia d’acqua; anche suo marito era bello come un artista del cinema e insieme sembravano la famiglia perfetta delle pubblicità.
Tunaia, il fratello di Brisa, nonostante i dieci anni di meno si è fatto avanti quasi subito corteggiandola con accanimento; anche se lei all’inizio non voleva saperne di passare da un uomo tanto bello a uno così ordinario.

Nel primo scatolone sono arrivate le Lavande della Linetti e della Mouson, l’acqua di colonia Roger & Gallet, il Pino Silvestre Vidal e il Deodorin per casa e ascelle; in  un altro  hanno stipato  talchi e shampoo Palmolive e Zignago, il Glem all’uovo Testanera, la Tricofilina e il Rilux,  sostituendo  le Lozioni Pantén  con brillantine  Long Flash e Colgate. Il fornitore fa sempre di testa sua e quando avrà modo di telefonare la sentirà.
Tampona il sudore con un fazzoletto. Fuori  si preannuncia un’altra giornata afosa, non piove da mesi e via Gorino è tutta una crepa d’arsura.

La porta del negozio scampanella due volte e riconosce la voce di Brisa.
«Vieni pure, sto svuotando gli scatoloni!»
«Ti sono arrivate le Gillette e la Kaloderma?»
«Certo!»
Smamaréla torna al bancone.

Brisa indossa il solito scamiciato nero da vecchia,  gli  occhiali da sole, e si guarda intorno stropicciando la lunga treccia.
«Mi servirebbero anche dei biscotti e un dado da brodo…»
«Vuoi gli Oro Saiwa o i Plasmon? E come dado preferisci Knorr, Lombardi, Liebig o Doppio brodo Star?»
«Vada per i  Saiwa e lo Star… stasera abbiamo un ospite per cena e da bere  cosa mi consigli?»
Smamaréla è sorpresa, Tunaia non le ha detto niente dell’ospite.
«Ho del Cinzano Dry, del Vermouth e del Rabarbaro Zucca…»
«E mi serve anche una lampadina.»
«Ti prendo una Osram… Ma dì un po’ chi sarebbe questo ospite? Lo conosciamo?»
«È un cantante che è stato anche a Sanremo. Sabato sera accompagnerà i Cavedani alla Lanterna.»
«Chissà, magari  è un bel tipo ed è la volta buona che ti fidanzi».
Smamaréla ha la fissa di vedere tutti sistemati.
«E Primino, non ti invita mai fuori?»
«Figurati, quello nemmeno mi guarda.»
«Ma tu ci pensi sempre eh?»
Brisa tace. Accidenti alla volta che si è confidata.
«Ma no.»
«Lo dici perché hai toccato una sua foto?»
A Gorino tutti scansano Brisa come un’appestata, ma appena possono  le sottopongono  fotografie per farsi divinare il futuro.
«Non ho bisogno di toccare una sua foto per sapere che con lui non c’è storia…»
«Ma potrei sempre sottoporti le mie.»
«Lascia perdere…  nella vita è meglio andare avanti senza saper nulla, altrimenti non vivi più.»
«Uffa. Mi hai portato almeno il giornale?»
Smamaréla vende di tutto tranne i giornali che prende in prestito dalle amiche.
«Te lo porto domani.»
«Ma intanto potresti anticipami qualcosa…»
«Grace Kelly e Ranieri aspettano un erede, Anita Ekberg sposerà Antony Steel e Vittorio Emanuele si iscriverà all’Università di Torino. C’è anche un bel servizio sulla sua collezione di fucili.»
Brisa adora i fucili.
«E tu che ne pensi?»
«Penso che con quei fucili finirà per mettersi nei guai, chi tiene armi in casa prima o poi le usa. Ma ora devo andare… stammi bene, Smamaréla» e si avvia all’uscio.
Proprio adesso che la bottegaia vorrebbe perdersi in  pettegolezzi.
«Dimmi almeno se la Grace avrà un maschio!»
«Avrà una femmina.»
«E sarà felice?»
«Non sarà felice.»
Eccheccazzo.
La porta scampanella altre due volte e  Brisa la molla sul più bello.

Smamaréla  delusa torna a spacchettare  detersivi.
Conta i Trim, Tot,  Vel,  Lauril, Kop, Lip, Ava, Miral, Omo, Olà e Dat e quando si accorge che hanno sbagliato i quantitativi, prende a calci gli scatoloni.
I detersivi mancanti sono stati sostituiti con delle creme depilatorie. Se almeno Brisa ne comprasse per i suoi maledetti baffi, magari  troverebbe un fidanzato e la smetterebbe di dar solo pessime notizie.
Quando toccò la sua foto di nozze le raccomandò di tenere lontano il marito dai fucili, ma lui non volle ascoltare e morì in un incidente di caccia.
Da allora, anche insistendo, Brisa non ha più voluto toccare le sue foto, come se avesse visto qualcos’altro che non vuole raccontare…  e dire che peggio di così cos’altro potrebbe ancora succederle?

E si rimette al lavoro, infelice all’idea che Grace Kelly non sarà felice.

Paola Rambaldi

Originaria di Argenta (FE), attualmente vive a Castello di Serravalle (BO).
Ha iniziato a scrivere racconti casualmente partecipando a concorsi letterari e vincendone una sessantina in quattro anni.
Ha pubblicato: Tredici storie di Adriatico (Edizioni del Gattaccio, 2014), Bassa e nera (Pontegobbo), La fudréra (REM) e decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Edizioni della Sera e molti altri).
Scrive di cinema nella rubrica “La schermitrice” su Thriller Magazine e di libri su “Libroguerriero”.
Brisa è il suo primo romanzo.