Ballate controvento

L-Ballate controvento

Pagine: 125
Prezzo di copertina:
14,00 euro
Collana: Poesie dell’acqua scritta
Formato: brossura
Dimensioni: A5 (15×21)
ISBN: 978-88-98914-40-1

La raccolta si compone di 93 ballate, scritte fra 2004 e 2016.

Una scrittura con il dono raro del massimo dell’introspezione unito al massimo dell’attenzione al mondo e agli altri.
Barbara è una scrittrice consapevole di quanto l’animo non sia mai indipendente dal proprio corpo, perché è su di esso che passano le carezze come le ferite. E il destino.
È oltremodo consapevole di quanto contino le relazioni: nella sua scrittura pare di vederla voltarsi ogni tanto, per essere sicura di avere amici attorno e che ci si continui a capire… nessuna letteratura di solitudine o di vaticinio eremita, senza gli altri non ci siamo neanche noi.

Sono ballate assorte, di cicatrici ma anche di ironia sfacciata. Ci obbligano al dubbio, alla sorpresa e la gioia di esserci. Il corpo come dettaglio, azione, lezione eterna… siamo certi di saper baciare?
Ballate di oggetti, dello spazio della propria casa, il rumore degli scrosci d’acqua, il ricordo della prima volta e di ogni volta che siamo stati capaci di affetto. Il parallelo sottile fra la superficie graffiata della luna e le scalfitture dolenti sulla propria pelle. Un pensiero fugace al Dio che non risponde mai al telefono.

Ballate che ricordano quanto in ogni istante ci siano persone che soffrono e muoiono anche se non le conosciamo. Non si resta chiusi tranquilli in stanza, con ballate così.

La ballata è una storia d’amore lunga e una donna ironica: i segreti delle donne sono fatti per cascarci dentro senza capirlo né saperlo.

Prendete e ballate controvento.
Fate questo per avere sempre memoria di voi stessi.

Estratto

Bacio

Come lo racconti un bacio?
Due labbra che si incontrano?
Due lingue che si intrecciano?
Saliva che scivola dentro un’altra bocca?
Respiri trattenuti o scambiati?

Esistono le parole per raccontarlo un bacio?
Che è sempre uguale e sempre diverso?
È tecnica?
Umori?
Atmosfera?
Eccitazione?
Istinto?
Ispirazione?
Equivoco?
Speranza?
Curiosità?
Sigillo?
Peccato?
Purezza?

Come lo vivi un bacio?
Li ricordi tutti?
Li hai dimenticati tutti?
Ne insegui uno?
Li vuoi tutti?

Come lo aspetti un bacio?
Non lo aspetti?
Capita?
Lo prepari?
Lo insegui?
Lo fuggi?
Lo implori?
Lo imponi?

Cosa c’è in un bacio?
Tutto?
Niente?
Tutto e niente?

Non ho dato molti baci nella mia lunga-breve vita.
Se tiro la somma sono più quelli che ho perso.
Infinitamente di più quelli a cui ho rinunciato.
Per molto, moltissimo tempo ho creduto di non poter baciare.
Poi di non saper baciare.
Poi di non voler baciare.
Per molto, moltissimo tempo la mia bocca è stata una cella di clausura.
Solo che nessuna preghiera veniva recitata lì dentro.

È passato del tempo.
La mia bocca ha imparato a baciare, con la stessa infinita pazienza con cui un bambino impara a camminare.
E lo stesso atavico istinto.
Un giorno, d’improvviso, il bambino sta in piedi da solo, cammina, un passo dopo l’altro. E non ricorda più il tempo in cui non lo faceva.
Ecco, la differenza sta lì: io il tempo della cella di clausura non l’ho dimenticato.
Così ogni volta che bacio rinasco.
Mille volte vorrei.
Mille volte.

Conto schiene

Conto schiene che cadono
strette le une alle altre
su barche di cartone
e mare di petrolio.
Ogni caduta un rintocco
ogni rintocco una mano
che non stringerò.

Che nessuno dorma

Che nessuno dorma
sul sangue versato
da chi
innocente
attraversava il mondo.

Ozio

Nascoste sotto il cappello
riposano le mie ciglia.

Provate voi

Provate voi a essere donne
con il coltello alla gola
le gambe aperte
e la pistola puntata alla tempia.

Provate voi a essere donne
la costola di Adamo
la polvere di stelle
gli assorbenti con le ali
le ali senza vento,
in caduta libera.

Provate voi a essere donne
a morire come foglie
calpestate come foglie
bruciate come foglie.

Provate voi ché noi siamo stanche
di mettere al mondo uomini che ci tagliano la vita
e ci seppelliscono che ancora respiriamo.

Io so

Io so il dolore.
So l’estenuata attesa di un tempo migliore.
So l’incongruente intermittenza dei respiri.
So la breve anomalia del ritorno.
So una quantità di cose inutili.

Recensioni

Barbara Garlaschelli

è nata a Milano nel 1965.
Tra le opere che ha pubblicato e che le sono valsi numerosi riconoscimenti citiamo: “O ridere o morire”; “Nemiche”; “Alice nell’ombra”; “Sirena. Mezzo pesante in movimento”; “Sorelle” (premio Scerbanenco 2004).
Il suo romanzo “Non ti voglio vicino” (Frassinelli, 2010) è stato finalista al Premio Strega. L’ultimo romanzo, “Carola”, è uscito nel 2013 per Frassinelli.
Ha inoltre pubblicato racconti in raccolte, antologie e riviste; suoi libri sono stati tradotti in Francia, Spagna, Portogallo, Russia e Olanda.
Il suo sito è /Sdiario.com ed è presidente dell’associazione Tessere Trame.
Ha scritto con Alessandra Sarchi il reading musicale “Sex & disabled people” (Papero editore, 2015).