Al punto che disturbi

L-Al punto che disturbi

Pagine: 180
Prezzo di copertina:
14,00 euro
Collana: Narrative
Formato: brossura
Dimensioni: A5 (15×21)
ISBN: 978-88-906391-3-5

Luca lavora quando gli riesce e accetta lavori i più disparati, come si conviene all’epoca insulsa che lo e ci circonda. Dorme poco la notte, sta accorto che il gas non sia aperto, cerca di non farsi rubare il motorino.

Un giorno – grazie all’intercessione dell’amica storica Angelina (amica o forse altro… ma tutto resta nella testa del Nostro) – entra a far parte di un’azienda immobiliare, ne apprende il linguaggio, la prassi, le procedure commerciali e psicologiche, i riti razionali dell’ufficio e quelli assurdi di quello svitato del capo.
Nonostante non ne sia entusiasta, pare che il lavoro prosegua: ci azzardiamo a dire che quasi gli piace.

Ma forse ci sbagliamo: ciò che ora muove in realtà Luca è la vendetta contro il penultimo lavoro, presso un locale dove era sfruttato. Una vendetta costruita da sé, trovando le istruzioni su Internet.

Eppure forse ci sbagliamo ancora, perché una bicicletta lasciata incustodita porta Luca alla sua proprietaria. Una ragazza… spesso, a Milano, le biciclette sono proprietà di ragazze.

La vendetta. La ragazza. La bicicletta. Le case da vendere…

Booktrailer

Estratto

Finalmente arriva il mio turno, appoggio accuratamente gli acquisti sul ripiano scorrevole come se fossero diamanti, sono sollevato al pensiero di colmare a breve la voragine nello stomaco.
Purtroppo c’è qualcosa che non funziona: una scia liquida ha bagnato parte della confezione di pasta e del pesce. Ho le dita umide, il polsino della camicia è bagnato, i nervi girano a mille fradici d’incazzatura.
La bottiglia perde acqua oligominerale.
“Questa non ci voleva!” supplico alla cassiera un appoggio morale, o preferibilmente un asciugamano.
“La vada a cambiare”.
Non ho mai digerito le persone che semplificano nei momenti inopportuni, mi agitano maggiormente. Vorrei vedere io, se fosse lei ad avere le mani bagnate, una fame da lupo e la cucina a cento metri di distanza.
“Non ci avevo pensato, sa!”
“Male” replica.
Ancor meno sopporto le persone che non colgono il sarcasmo.
Impugno la bottiglia e la scoperta è agghiacciante: l’acqua fuoriesce da un impercettibile foro situato vicino al tappo. Inizia a salire l’ansia.
Perché a me? E sì che sono stato battezzato!
La situazione è chiara, pur non lavorando nei R.I.S. è facile capire che potevo diventare un’altra vittima del folle criminale Acquabomber.
“È meglio se la dà a me signore”, starnazza la cassiera.
“Guardi che forse sarebbe il caso di portarla alla polizia”.
“Ci vuole denunciare perché si è bagnato i calzoni?”
“Intendo dire… probabilmente è stata bucata apposta con una siringa da qualche psicopatico. Non mi stupirebbe trovarci dentro tracce di ammoniaca o varechina”.
“Ma va là, non sia apprensivo”.
“Qui non si tratta di essere come dice lei, però ci vuole attenzione e prevenzione in queste cose”.
“Scommetto che lei è uno di quelli che ha smesso di mangiare il pollo per il virus dell’influenza aviaria?” a stento trattiene le risa.
“Il pollo lo mangio ogni giorno”, cioè, non proprio ogni giorno, ok, è da qualche anno che non lo compro, non vorrei… sapete… posso vivere bene anche senza… perché rischiare?!
“Se le interessa, c’è lo sconto sul pollame”.
Questa cassiera è pazza, a guardarla attentamente assomiglia alla signora della strage di Erba. Mio dio, è lei!
“Ascolti, un conto è essere apprensivo, un altro è quello di essere incosciente”.
“Certo”.
“Non mi assecondi per cortesia” preciso.
“Va bene”.
Ho le mani che puzzano di ammoniaca, oppure è un altro veleno, magari solo acqua, non riesco a capire; dovrei fissare una visita dal dermatologo.
Sono spaventato, lo sguardo docile della cassiera è inquietante, sorride o ghigna maleficamente? Da un momento all’altro giungerà anche suo marito. Tremo come un’antilope zoppa appena avvistata da un leopardo.
Nel frattempo alla cassa n°1 giunge un signore anziano, fresco e profumato di doccia sotto l’acqua di colonia.
“Questa volta mi tenga il posto. Vado a prendere un’altra bottiglia e torno in un lampo” e le consegno l’ultima creazione di Acquabomber.
“Non si preoccupi” risponde operando al contrario.
Evidentemente le manca un filo conduttore tra parole e azioni.

Recensioni

Alberto C., 08 luglio 2012
Ho letto “Al punto che disturbi”. Ottima scelta!
A parte qualche piccola banalità, il romanzo m’è piaciuto. In particolare i dialoghi tra Luca e Nemesi. Carino il rapporto con le sigarette, molto zeniano. In effetti si potrebbero fare anche altri paralleli con “La coscienza di Zeno”. Complimenti all’autore!

Fabio, 19 aprile 2012
Uao!!! Un super in bocca al lupo allo scrittore!!

Lorella, 18 aprile 2012
Sono felice del mio acquisto, ora non vedo l’ora di leggerlo, mi pare molto intrigante…

Gringhi, 18 aprile2012
Bene…. anch’io non vedo l’ora di conoscere una sfaccettatura diversa di questo ragazzo!

Alice C., 17 aprile 2012
Ho preso le prime due quote, ho vinto qualcheccosa:-)?

Marita, 24 marzo 2012
Guardo il tuo booktrailer seduta su uno sgabello di plastica in un negozio in Paolo Sarpi insieme ad un nugolo di bambini vocianti altrettanto cinesi, tutti identici. Come dire le scene improbabili che ti fanno sorridere

Francesco Bittasi

scrive romanzi, scrive racconti. Scrive poesie.

Scrive spettacoli per il teatro, luogo dove è anche regista.

Con le parole sa giocare, distrugge e costruisce, crea interferenze sulla stanca linea del reale.
Le sue parole ti sgambettano mentre guardi dove metti i piedi.

Vive a Milano, vi è nato nel novembre 1980.

Lavora, paga un mutuo, si informa su come aggiustare il mondo.